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21/03/2025 – 16/05/2025
ECM - La violenza contro la realtà femminile: dinamiche psicopatologiche e fenomeni correlati
Tema di questo corso è la violenza nei confronti della realtà femminile, un dramma che si rinnova costantemente, nonostante la durissima battaglia per l’emancipazione della
donna.
L’indagine si apre con una ricerca sull’evoluzione del pensiero filosofico che, dalla nascita del logos occidentale, afferma la scissione dell’anima dal corpo, che la tiene prigioniera.
Proseguendo nella ricerca, si arriva al Cristianesimo, che condanna la donna per aver peccato e indotto l’uomo a peccare. Una lunga e incalzante evoluzione della dottrina
condurrà ad accostare il peccato originale al peccato carnale.
La donna diventa “la porta del diavolo” e la sessualità viene sottoposta ad un rigido controllo. Quella del corpo scisso dalla mente, sarà l’idea che porterà al delirio delle sante
anoressiche, che sacrificano il corpo perché colpevole di “sentire”.
La violenza contro le donne non si è espressa solo nei comportamenti o verbalmente, ma in un pensiero che limita le libertà e i diritti, e che si manifesta nei contesti lavorativi e sulle donne migranti, spesso prive di tutela. Si manifesta inoltre nel linguaggio della comunicazione dei media.
Questo pensiero violento sulle donne ha permesso di esercitare un controllo anche sulla gravidanza e il parto, privando la donna del diritto di scelta sulla maternità.
In ambito legislativo, c’è stata una forte evoluzione nella tutela delle donne, segno di una società che si ribella di fronte a questa tragedia. Tuttavia la legge, anche la più evoluta, si
scontra con la negazione dell’identità femminile, ancora presente nella mente di tanti rappresentanti dell’autorità giudiziaria.
Un’attenzione particolare spetta al tema della prevenzione e a quello della formazione degli operatori socio-sanitari.In quest’ottica è fondamentale saper riconoscere i segni della violenza invisibile, spesso mascherata da forme di seduzione e adulazione che confondono la donna, che troppo spesso non sa dare un nome al malessere che vive.
Appare dunque fondamentale la ricerca sulle cause del grave disturbo mentale, la percezione delirante, che sostiene l’alterazione nascosta del pensiero che considera la donna, e con lei anche il bambino, al pari di una sottospecie umana, vicina al mondo animale.
Per modificare questa condizione occorre agire su un piano socio-culturale ma anche su quello preventivo e clinico, con la certezza della possibilità di una cura che può portare al cambiamento e alla guarigione dalla malattia mentale, sempre presente dietro ogni forma di violenza.