L’articolo intitolato “Dall’apatia degli stoici all’apatia schizofrenica”, pubblicato sulla rivista Il sogno della farfalla (1/2024), propone un’affascinante riflessione sull’evoluzione del concetto di “apatia” dal pensiero filosofico greco alla psichiatria contemporanea.
Gli autori — Walter Cococcetta, Ludovica Costantino ed Ester Stocco — indagano come l’indifferenza, originariamente considerata dai filosofi antichi (stoici, scettici, epicurei) come una virtù e strumento di liberazione spirituale, si sia trasformata nel tempo in un segno clinico della malattia mentale, in particolare della schizofrenia.
Attraverso il confronto tra autori come Minkowski, Bleuler, Proust e Aristotele, e con frequenti richiami al pensiero presocratico, l’articolo denuncia la scissione storica tra corpo e psiche che ha caratterizzato la medicina e la filosofia occidentali. Viene criticata la psichiatria classica, accusata di essere troppo fredda, nosografica, incapace di penetrare affettivamente la sofferenza del paziente. Al contrario, si invoca una “cura dell’umano” che parta dallo scontro con il pensiero negativo e dalla negazione dell’alienazione religiosa che ha separato anima e corpo.
In sintesi, il testo intreccia filosofia, psichiatria e antropologia per mostrare come la perdita del contatto affettivo e la negazione della psiche abbiano limitato la comprensione della sofferenza mentale, sottolineando la necessità di un nuovo approccio umanistico e integrato.